In un tempo in cui l’intercultura e l’inclusione rischiano di svuotarsi in slogan rassicuranti o in una sterile retorica delle «buone intenzioni», questo volume propone una visione nuova e radicale. L’educazione non è mai un atto neutro, ma un campo di battaglia teorico e politico in cui si costruiscono gerarchie, visioni del mondo e reali possibilità di convivenza. Muovendo da una prospettiva pedagogica critica, il manuale invita a superare la tentazione di un’inclusione puramente simbolica — quella forma di visibilità che rassicura le istituzioni senza intaccare realmente il potere che discrimina — per riscoprire l’agire educativo come autentica pratica di emancipazione e giustizia sociale. Attraverso una scrittura corale e rigorosa, il testo interroga le condizioni materiali e simboliche che rendono possibile l’incontro con l’altro, decostruendo il paradigma eurocentrico che ancora abita i nostri sistemi formativi e smascherando le asimmetrie nascoste dietro il lessico umanitario di facciata. Dalla sfida delle frontiere postdigitali all’analisi dei pregiudizi algoritmici nella condizione onlife, queste pagine offrono strumenti teorici e operativi per professionisti e ricercatori che intendano trasformare l’aula in uno spazio di formazione e trasformazione.
Pedagogia interculturale e inclusione sociale / Bianchi, Lavinia; D'Antone, Alessandro. - (2026).
Pedagogia interculturale e inclusione sociale
Lavinia Bianchi
;Alessandro D'Antone
2026
Abstract
In un tempo in cui l’intercultura e l’inclusione rischiano di svuotarsi in slogan rassicuranti o in una sterile retorica delle «buone intenzioni», questo volume propone una visione nuova e radicale. L’educazione non è mai un atto neutro, ma un campo di battaglia teorico e politico in cui si costruiscono gerarchie, visioni del mondo e reali possibilità di convivenza. Muovendo da una prospettiva pedagogica critica, il manuale invita a superare la tentazione di un’inclusione puramente simbolica — quella forma di visibilità che rassicura le istituzioni senza intaccare realmente il potere che discrimina — per riscoprire l’agire educativo come autentica pratica di emancipazione e giustizia sociale. Attraverso una scrittura corale e rigorosa, il testo interroga le condizioni materiali e simboliche che rendono possibile l’incontro con l’altro, decostruendo il paradigma eurocentrico che ancora abita i nostri sistemi formativi e smascherando le asimmetrie nascoste dietro il lessico umanitario di facciata. Dalla sfida delle frontiere postdigitali all’analisi dei pregiudizi algoritmici nella condizione onlife, queste pagine offrono strumenti teorici e operativi per professionisti e ricercatori che intendano trasformare l’aula in uno spazio di formazione e trasformazione.Pubblicazioni consigliate

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